Di serate e dintorni

20 giugno 2013 Category :Vita di oggi 0

Dopo le foto con cui potete ricattarmi quando sarò ricco/bello/famoso (oh cercatevele nel blog, non c’ho voglia di linkare), cambiamo categoria. Di solito mi fanno schifo le foto che mi faccio, ma questa mi piace particolarmente.

Sondaggio: quantosoffigo da 1 a 10? E non accetto risposte sotto il 20. O meglio lo potete scrivere ma vi guarderò male minimo un mesetto. E il mese dopo vi parlerò a grugniti.

fig

No vabbé, così, giusto per parlare di qualcosa di nuovo che penso di aver superato il limite massimo di post scazzo di fila. Questo è lo scorso sabato sera, abbiamo fatto cena all’aperto, la prima di quest’estate per me, a casa della ragazza a destra. Caldo bestiale, di giorno fanno 36°, la sera non scende sotto i 25, ma per fortuna eravamo pieni di candele a quella roba gialla lì (eventualmente se mi torna in mente il nome modifico il post, probabilmente non avverrà mai). Citronella, tò.

Peccato che c’erano anche amici di amici e non sono stati il massimo, la serata è pure finita di schifo per noi tre della foto più una coppia dietro la macchinetta, ma aggiusteremo questo fine settimana. E comunque direi che ci son bastate le paste migliori del mondo alle 4 del mattino su un mega divano solo per noi per rincuorarci un attimino.

Quella sera il nostro gruppo era convinto di andare in un locale con tanto di vestiti appositi e un po’ di impegno e sofferenza (beh, più per le signorine che per me :-D ) e l’altro convinto di andare in un posto in cui si fa ben altro in una città-ghetto, probabilmente avrete intuito da un post precedente. Visto che noi proponevamo mentre loro pretendevano indovinate chi ha vinto.

Ma su, tornando a noi, mi sono stupito del cambiamento. Per chi non lo sa, c’è quel momento magico ( :-D ) nella vita di un uomo in cui improvvisamente si comincia a guardare le t-shirt, le felpe e le camiciole da portare sopra i pantaloni con sufficienza quando prima erano le cose preferite, e sale la voglia di mettersi una camicia e pantaloni lunghi anche per andare al mare con 40 gradi all’ombra. Son sicuro che parecchi lo hanno avuto, altri invece ci partono fin dall’inizio. E  insomma, dopo anni in cui odio vedere le mie foto queste ultime mi stanno dando qualcosa chiamata soddisfazione. In pochi lo capiranno, ma chissene :-P

Che poi non è niente di che, eh, però vedersi in foto e trovarci qualcosa di particolare aiuta l’autostima, no?

Comunque, adesso non arriverò mai ai livelli di una blogger (non è sessismo ma sono le uniche che non parlano di politica, lavoro e tecnicismi vari), maaa… voglio vedere i vostri gusti in materia, così per discutere.

Del tipo, m’hanno detto che i colori scuri mi incupiscono. Mastigrancaxxi, il mio colore preferito è il nero e tutte le sue sfumature (ovviamente escluso quelle in cui c’è la maggioranza di bianco), che ci devo fare. Certo però che se il popolo di Internet dice qualcos’altro potrei pure pensarci.

Almeno non lasciatemi con Enzo.

enzo

Dai su, Enzo no, pleeaase.

E la scorta personale?

20 giugno 2013 Category :Vita di oggi 0

Cancellieri: amnistia unica soluzione

Sai no com’è, già i domiciliari li regalano, estendili e parla pure di amnistia.

Tanto per dire, poco tempo fa in un locale in cui volevo andare da tempo un tizio accoltellò al collo tre ragazzi perché uno di questi incrociò il suo sguardo all’interno del bar, scoperto che aveva una fedina penale lunga mezzo kilometro per cui non s’è mai fatto un giorno chiuso da qualche parte si prende i domiciliari per tentato omicidio (non son morti) in cui poi si ritrova qualche giorno dopo a spacciare come niente fosse e ad accumulare nel frattempo anche armi per chissà quale prossima vendetta. I tre ragazzi, gente per bene, all’intervista si son dimostrato un po’ sconvolti per l’episodio. Ma solo un pochettino sai com’è, non se lo porteranno avanti per tutta la vita no ma come ci pensi.

O come il tizio che rapinò il bar di quartiere con tanto di pistola e fuga dai Carabinieri con l’auto rubata che si prese i domiciliari solo dopo le sue cinque rapine (questa la sesta) e furtarelli vari. Vuol dire che della gente onesta s’è ritrovata senza macchina. Altri si son ritrovati una pistola puntata in faccia sei volte e i guadagni che svaniscono nel nulla. Magari certe frasi fredde da giornali non danno l’idea, a ‘sta gentaccia che parla di indulti e amnistie.

O come quello che evade tranquillamente dai domiciliari per andarsene al mare e decidono di metterlo dentro solo dopo che ha ripetuto la cosa più volte.

Sì, beh, ecco minì, vorrei la scorta 24/7. Andare in un bar (diventato club privato dopo quell’episodio) e rischiare di prendersi una coltellata al collo perché avete lasciato un tizio che aveva già fatto la stessa cosa libero come niente fosse dà un pochettino fastidio.

Ma solo un pochettino eh, nessuno vuole far l’esagerato, se deve essere così che passeggi e a destra hai un tizio professione omicida e a sinistra uno stupratore che sarà mai, che questo sia, hanno pure loro diritto di fare quello che vogliono no?

Dove la magia è realtà!

17 giugno 2013 Category :Vita di oggi 0

Lo spot con le fate che sta andando in onda sulla Rai.

Sì sì, venite dove la magia è realtà, dove appena usciti dall’autostrada con tutta la famiglia, ai vostri figli verrà schiaffata in faccia la realtà tutta d’un colpo! Tò, c’è pure il catalogo online alla luce del sole fatto da Google Street View.

1

2

Ma pure di notte sotto le case e le vie del centro delle migliori città costiere.

Fa ridere comunque, ma pure piangere.

Keep calm and fai i pancake

14 giugno 2013 Category :Vita di oggi 6

simpsons

 

La puntata dei Simpsons chi l’ha vista capirà in anticipo. Comunque.

Il classico imbecille, perché altri termini più carini non ci sono, fa al giornale locale una osservazione e quest’ultimo, a quanto pare composto da altrettanti simili, pubblica il tutto senza nemmeno andare a cercare la risposta, alimentando solo ulteriori polemiche e comportamenti scorretti.

In particolare il lettore, parecchio ferito nel di dietro e armato di macchina fotografica, ha fatto foto al retro dei cartelli stradali posti prima degli autovelox che segnalano appunto il rilevamento di velocità, lamentando che non c’era nessun timbro di omologazione del comune che facesse diventare quei cartelli “legittimi” e che quindi giustificassero anche le multe che si prendono passando come dei dannati di fronte un autovelox più appariscente di un albero di Natale su una strada col limite di 70 con case e bar direttamente attaccati.

autovelox

Anni fa la polemica era che la Municipale metteva gli autovelox o nascosti o in vista su zone ritenute pericolose senza nessun cartello di avviso, ora che i cartelli sono ovunque vanno pure a guardargli dietro. Dici, ti mettono l’autovelox in fondo ad una discesa verticale in mezzo al nulla giusto per far cassa col limite di 30 in cui tutti lasciano andar giù la macchina a 80. Ce ne sono parecchie qui, non lo hanno mai fatto. Hanno sempre messo autovelox e laser su strade abitate in cui la gente deve camminare in strada, o immettercisi in macchina dal vialetto di casa per andare da qualche parte come da loro diritto col traffico però che viaggia al doppio del limite di velocità.

Con tanto di persone che ritenevi amiche e con cui hai passato mezza infanzia che commentano la notizia con frasi tipo “buono a sapersi”. Buono a sapersi del fatto che puoi fare come cazzo ti pare solo perché non c’è un timbro dietro un cartello? Su quella stessa strada una persona a me cara deve andare tutti i giorni a lavoro sull’edificio di fianco. DI FIANCO. Ci va in macchina, esce dal vialetto di casa e poi gira subito di nuovo, e il palazzo è nello stesso lato di casa sua. Semplicemente non può camminare a bordo strada per via di questi imbecilli, che se poco poco la prendono lei non c’è più e loro continuano a fare la stessa identica vita di sempre perché “non l’ho vista, non l’ho fatto a posta, è la strada che è pericolosa”. Sulla stessa strada, prima di mettere l’autovelox, hanno misurato anche velocità di 160 km/h, sì con le case e bar che toccano direttamente la strada (sulla foto sono più avanti, dopo il dosso). Ci sono anche una decina di pacchianissime e schifose pietre tombali e fiori sparsi per tutto il tragitto con le foto di chi ha deciso di portarsi dietro mezza famiglia andando a sbattere chissà dove o contro chi.

Sai che il cartello di avviso c’è, sai che l’autovelox c’è e funziona, lo vedi pure, decidi nonostante tutto di fare il deficiente, MA DI CHE ALTRO VUOI LAMENTARTI?

E per lo stesso motivo io devo fare la stessa cosa che fa questa persona anche solo per andare in paese o per prendere una pizza da asporto 100 metri contati più giù di casa mia. Rettilineo, limite di 50, hanno già ammazzato un paio di persone che abitano qui intorno facendo sorpassi a chissà quanto e soprattutto perché, se ci mettono l’autovelox è colpa della Polizia. Non puoi uscire di casa a piedi, non puoi uscire di casa in bici, e se esci in macchina ti ritrovi dal fondo del rettilineo quei fari odiosi allo xenon che ti arrivano contro a 150 e ti sorpassano senza nemmeno guardarti anche se 10 metri più avanti c’è la rotonda ed il paese, ma che cazzo.

Lascia stare Jack, ficcati il grembiule e fai i pancake.

Ieri un altro mio amico viene a lamentarsi che su una strada del centro in una città in cui abita qua vicina hanno messo una telecamera che, prendendo le targhe delle auto che passano, controlla se è stata fatta la revisione sul veicolo ed in caso contrario invia la multa a casa. Non si sapeva a cosa servisse all’inizio, ma poi hanno cominciato a circolare voci di queste persone che hanno ricevuto la multa.

“Ma scusa tutta ‘sta gente che gira senza revisione???”

“Ma che cazzo se c’hai la revisione scaduta da 10 giorni che ti vogliono direeeee.”

Embè. Hai avuto due anni per farla, hai un mese intero per farla, che ci voleva? Se poi parli di revisione scaduta, sai che era scaduta e l’intenzione era quella di circolare illegalmente, che altro vuoi dire? Che altro vuoi dire che se ti fermava la Polizia ti ritirava la carta di circolazione, mentre in questo modo puoi ancora continuare a fare il cazzo che ti pare senza passare più in quella via in pieno stile italiano? Che poi nemmeno fosse Milano guarda, vivi in un posto in cui ci si prendono i giorni liberi dal lavoro quando si vuole e ci sono mesi interi di ferie e giorni malattia per qualunque lavoro, ma dov’è il problema? Il problema ce l’avete in testa, ecco.

Fai i pancake Jack, fai i pancake.

clint

Grande Fratello

7 giugno 2013 Category :USA 2

obamahear

Niente, non ce la faccio

6 giugno 2013 Category :Vita di oggi 7

La premessa la trovate in un post di marzo.

Boh, provate tutte, adesso voglio solo mettere quasi tutte le carte in tavola perché non so più come rigirarmi e magari qualche lettore ha da dire la sua. No perché dire che non ce la faccio più è un diminutivo, visto che ormai le giornate passano così tra speranze, delusioni e disperazioni e non faccio nient’altro. Mi sono messo pure a giocare quasi tutto il giorno, invece di studiare, pur di pensare ad altro ma non è che funziona poi così bene alla fine e fa salire solo sensi di colpa.

Chi aveva mai pensato che lei potesse fare una cosa simile su di me.

Ce ne ho anche messo di tempo per accorgermi di tutto: sette anni che ci conosciamo, nel primo uno e mezzo stavo io con una ragazza ma era una cosa così da immaturi. Quanta pazienza ha avuto con me, e quanto la avrò fatta ingelosire quando parlavo della mia amica in un modo di cui mi rendo conto solo ora.

Nel periodo restante invece lei è stata per tre anni con un tipo strano, di quasi trent’anni, non ho mai capito cosa ci vedeva in lui, lo ha lasciato lei dall’esasperazione ma non conosco i dettagli. Poi vengo a sapere che lui ce l’aveva con me, quasi gelosia, e visto che nel “trio” siamo due ragazzi non mi spiegavo questa antipatia segreta solo nei miei confronti specie dopo tutto quello che io (ma anche noi) ho sopportato.

Per un po’ di tempo non c’è stato nulla, e sinceramente è stato il periodo più bello che potessi mai ricordare. Poi partii per Dublino e li invitaii per capodanno. Era sempre lei, però tutti i giorni doveva sentirsi con un ragazzo. A Gennaio uscirono sempre di più, a Febbraio si misero insieme, giusto il tempo per doverlo invitare al mio compleanno che avrei preferito fare tra noi tre. Ad ogni occorrenza ci scambiamo regali con un bigliettino. Ed anche se siamo in tre, chi li scrive siamo sempre io e lei, perché sì l’altro mio amico ci vuole bene ma forse non sente o non è portato a scrivere certe cose. E sul mio biglietto c’era solo un “Tanti auguri di buon compleanno, ti vogliamo bene” e le firme. Sette anni di poemetti, di frasi dolci, di rassicurazioni sulle cose brutte di quell’anno, pieni di comprensione, andati così.

Poi questo stronzo, prima volta che si fidanza in vita sua e che immagino si ficca a letto con qualcuna, proprio con lei doveva farlo, la lascia perché nei suoi 23 anni di esperienza di vita vuole spassarsi con una di trent’anni che lavora con lui.

E la mia amica ci rimase tanto, ma tanto, ma tanto male, anche se durò in tutto nemmeno un mese si vedeva che era proprio persa per lui. Sarà stato bello (secondo i suoi gusti, precisiamo…), ma magari bisognerebbe imparare dal passato… e concedersi completamente a uno così, boh, vabbé…

» Leggi tutto …

Se lo sviluppo economico è tener chiusi i negozi

2 giugno 2013 Category :Vita di oggi 10

Zanonato: “Chiudere i negozi al sabato”
Il ministro dello sviluppo economico: «Adottiamo il modello tedesco». Ma poi aggiunge:«Fare un mix con il sistema Usa»

da corriere.it

Adesso il mio parere vale zero ma completamente scemo non sono e mi sa non gli gira qualche rotella dritta. Sono quegli articoli che quando li leggi rimani così O_O

Sì intanto vantarsi di essere i migliori al mondo e dire in continuazione tutti i giorni “prendiamo questo dagli Usa, questo dalla Germania, questo dalla Francia” non è che fa così onore, vuol dire che non si è in grado di andare avanti da soli e sono discorsi che vanno bene sui blog della gente comune, o come chiacchiere da bar. Ma addirittura mixare due sistemi completamente diversi senza fornire grandi spiegazioni, sembra più un tentativo che una scelta ragionata, mi pare fuori dal mondo.

L’articolo del corriere omette di dire che Zanonato ha proposto la chiusura assoluta dei negozi sia il sabato che la domenica. Sviluppo economico. Vabbé. Che senso ha proporre l’apertura 24 ore su 24 per cinque giorni a settimana e poi, nel weekend quando nessuno lavora, tutto è chiuso e non si può andare da nessuna parte a spendere, nemmeno in un centro commerciale?

Dice che nel weekend: “la gente non si lagna, va nei parchi, fa il barbecue, va a sentire i concerti”. Ma che vuol dire, non si lagna? Che c’entra? Ma che ha preso prima dell’intervista? Più centri commerciali equivale a più anziani negli ospizi e problemi sociali?

A me pare che questi hanno una visione dell’Italia un po’ troppo ristretta, non so se si sono accorti che nessuno fa la loro vita. Adesso perché questo tutta la settimana ha tempo di alzarsi, andare al bar, leggere il giornale, fermarsi nei negozi andando a lavoro e uscire a cena tutte le sere e a un concerto il fine settimana non vuol dire che è possibile per tutti quanti, sa. E non deve nemmeno essere imposto. Mi sa che in pochi sono rimasti con certe possibilità.

Chissà come funziona sotto i suoi occhi, o se ha almeno fatto uno studio serio di fattibilità prima di sparare certe assurdità che vengono fuori sicuramente da un sogno nella notte. Non so dove vive questo, ma qui non funziona.

Vuoi che la gente esca nei parchi, vada ai concerti, non si lagni?

» Leggi tutto …

Cavallo guida?

29 maggio 2013 Category :USA 0

0819101327_01

Riproducete ‘sta foto e ve taglio le mani

Si era persa nel blog precedente, e allora mi tocca riproporla. Foto scattata alla University of Michigan a Dearborn, una studentessa cieca ha un mini-cavallo come animale guida.

Questo nel 2009 mi sembra, e un paio di mesi dopo l’ho ritrovata in tv intervistata da Studio Aperto, guarda il caso o_O

Pensavo di esserci passato su

28 maggio 2013 Category :Vita di oggi 0

Broken Heart

E invece sono sei mesi di umore che cambia ogni 10 minuti…

Corsi di laurea obbligatoriamente in inglese?

25 maggio 2013 Category :Università 2

Ultimamente è uscito fuori come un “dramma” la decisione del Politecnico di Milano dell’imporre l’inglese come unica lingua in cui insegnare i corsi di laurea magistrale.

Che ne penso? In sostanza che l’idea è buona ma è impraticabile da un ateneo simile a meno che non vogliano cominciare seriamente a curarsi della qualità più che della quantità, giudici e sentenze a parte.

E’ buona perché un Ingegnere anche se italiano non può non sapere l’inglese. Non esiste più l’Italia ma Europa, specie se vai a studiare a Milano in un istituto simile invece che a Contadinoville in mezzo ai monti in cui se sai l’italiano sei già un signore. Inoltre la laurea magistrale è un percorso di studi superiore sia a quello obbligatorio sia alla laurea triennale, una cosa in più che solo alcune volte diventa una scelta obbligata, se vuoi studiare così a lungo e approfonditamente sarebbe il caso di farlo per bene. Se proprio non mastichi l’inglese e non vuoi farlo nemmeno in futuro, beh, fai una croce sopra quell’ateneo, è una scelta e non un obbligo frequentarlo. Che devono dare la possibilità agli studenti italiani di seguire corsi in italiano perchè si tratta sempre di pubblica istruzione è un conto a parte, in Italia ce ne sono una marea di università pubbliche che offrono corsi di laurea magistrale, figuriamoci al Nord, se un’università manco poi così sconosciuta e pezzente vuole distinguersi e vuole far capire come affronta le cose semplicemente facendo leggere il proprio nome e creandosi una reputazione ben precisa non vedo cosa c’è di male. Non è che si devono sempre spostare quelli delle zone meno abbienti e meno sviluppate, possono farlo anche loro.

Inoltre, almeno per quanto riguarda l’informatica, l’italiano è semplicemente non adatto. Sì, si usano i nomi inglesi per praticamente ogni cosa, ma a questo punto è meglio dire tutto in inglese piuttosto che storpiare i verbi e creare cose tipo “routare un pacchetto” o “boottare il sistema”. Ci sono parole italiane dedicate ma sono da rivoluzione industriale, roba che sta bene sulla bocca di mio nonno in calzamaglia e che fa ribrezzo solo a sentire, sono semplicemente parole comuni adattate a situazioni e ad oggetti che non esistevano quando sono state create. Magari mi sbaglio, non sono ‘sto gran esperto di lingua italiana, ma da quello che sento mi viene proprio il rifiuto ad usare l’italiano in informatica. In ogni caso l’italiano è la tua lingua madre, già la conosci e non ti costa nulla scoprire il termine italiano per una certa cosa o concetto, sempre se esiste. Lo sforzo non ha proprio paragoni al dover invece trovare il termine straniero giusto, o l’intero modo di dire un concetto.

Beh, cosa c’è di male? Ovviamente il fattore professori. D’altronde il Tar ha pure citato la libertà d’insegnamento oltre al diritto allo studio. Ma come già dicevo, quest’ultimo secondo me è il problema minore, infatti mi è venuto in mente di fare questo post proprio perché un mio conoscente frequenta il Politecnico ed ha votato su Facebook ad un sondaggio che riguardava proprio questa questione. Il risultato era che il 91% degli studenti era d’accordissimo con l’inglese obbligatorio (ma lo dicono pure i giornali), l’altro 9% no, una percentuale davvero ridicola.

Che io ho già esperienza su questo fattore professori sa… infatti alla mia università a Contadinoville la laurea magistrale c’è solo in inglese. Già, proprio quello che voleva fare il Politecnico ma che è stato bloccato dal Tar, qua lo facciamo da anni, a modo nostro ovviamente, infatti nessuno ha ancora protestato.

Praticamente se si forza l’inglese alla fine diventa una cosa così: se ci sono studenti stranieri che non conoscono l’italiano in aula il professore parla in inglese maccheronico di quelli che ti fanno tagliare le vene solo a sentirli per cinque minuti; se non ci sono gli stranieri si parla italiano come sempre.

Ma anche se trovi il professore preciso, che se deve tenere il corso in inglese lo fa sempre e comunque, il livello di conoscenza della lingua deve essere non dico alto ma giù di lì. Non ha senso seguire una lezione in una lingua in cui la persona fa almeno un errore per ogni frase, o pronuncia il tutto con un accento scandaloso e svogliato.

D’altronde la protesta mi pare di aver capito che è partita da alcuni professori, nemmeno tanto dagli studenti.

Il brutto del voler offrire la qualità, o comunque una cosa diversa. Quasi che i miei compagni nella mia università da 6000 studenti sparsi in una sede e mezza hanno più possibilità di trovarsi bene a lavorare all’estero o con clienti stranieri che quelli di Milano.

(e poi basta con questa cosa del lavorare all’estero, anche se rimani a lavorare in Italia con questi tipi di lavori è impossibile non capitare in informazioni completamente in inglese, o a dover parlare con futuri clienti stranieri, poi dici che l’export cala)